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STAMPAGGIO A CALDO

Stampaggio a caldo dell’ottone e di leghe non ferrose

Un ampio parco presse che combina potenza, controllo e precisione per lo stampaggio a caldo di componenti, dal piccolo al grande formato.

Il cuore del processo produttivo

Lo stampaggio a caldo dell'ottone è la fase centrale del processo produttivo: qui la materia prima prende forma grazie alla forza controllata delle presse e all’esperienza dei nostri operatori.

Ogni parametro di processo è monitorato per garantire qualità costante, ripetibilità e stabilità dimensionale.

Parco presse completo
Oltre 40 presse per componenti da 14 g fino a 40 kg.
Processo controllato
Monitoraggio costante dei parametri di processo.
Efficienza produttiva
Processo ottimizzato per ridurre scarti e sprechi.
Team specializzato
Competenze interne per standard produttivi costanti nel tempo.
STAMPAGGIO A CALDO

I nostri punti di forza
in questa fase

Lo stampaggio a caldo è gestito internamente con processi controllati, capacità produttiva elevata e competenze consolidate, per garantire continuità, affidabilità e qualità costante del pezzo finito.
Capacità di stampaggio tra le più ampie nel mondo
Tempi di risposta brevi e programmazione flessibile su ogni lotto
Controllo diretto e tracciabilità del processo produttivo
Uniformità dimensionale e qualitativa del pezzo finito
Esperienza consolidata nella lavorazione di ottone e leghe speciali, anche lead-free
Trattamenti superficiali e finiture dedicate su specifica del cliente
Barre di ottone-new

Cos'è lo stampaggio a caldo dell'ottone

Lo stampaggio a caldo è un processo di deformazione plastica in cui una billetta di ottone riscaldata tra 650 °C e 750 °C  viene formata per pressione all'interno di uno stampo chiuso. Il materiale riempie la cavità senza asportazione di truciolo, producendo un componente con fibra metallica continua, assenza di porosità e proprietà meccaniche superiori rispetto alla fusione o alla lavorazione da barra piena.

Gnutti Cirillo esegue lo stampaggio a caldo con un parco presse da 100 a 2.700 tonnellate, per componenti con peso tra 14 g e 40 kg. Le tolleranze ottenibili rientrano nelle classi della norma UNI EN ISO 286-1.

Leghe di ottone lavorate

Principale riferimento normativo: EN 12165. Le leghe lead-free sono conformi alle normative per il contatto con acqua potabile.

Codice lega Composizione Caratteristica Applicazioni tipiche
CW617N Cu 57%, Zn 40%, Pb 3% Ottone standard con alta lavorabilità Raccordi, valvole, componenti idraulici
CW602N (CuZn36Pb2As) Cu 61-63%, Zn 35-37%, Pb 1,7-2,8% Ottone DZR con buona forgiabilità e lavorabilità; richiede trattamento termico Raccordi e valvole per acqua; componenti per fluidi in ambienti leggermente acidi/alcalini
CW625N Cu 63%, Zn 35%, Pb 2% Lega DZR con Al/As, buona forgiabilità e lavorabilità; idonea per acqua potabile. Applicazioni in ambienti esposti al pericolo di corrosione
CW510L (Pb <0,1%) LEAD-FREE Cu 60%, Zn 39%, Pb <0,1% Ottone low‑lead con sufficiente lavorabilità e idoneo per acqua potabile secondo nuove normative europee. Acqua potabile, HVAC
CW510L (Pb 0,2%) LEAD-FREE Cu 60%, Zn 39%, Pb <0,2% Ottone low‑lead con discreta lavorabilità e idoneo per acqua potabile secondo nuove normative europee. Componenti per acqua potabile, HVAC, stampaggio a caldo e torneria
CW511L (Pb <0,1%) LEAD-FREE Cu 62%, Zn 37%, Pb <0,1% Ottone low‑lead DZR con arsenico, ottima resistenza a dezincificazione. Lavorabilità più complessa, idonea per acqua potabile secondo nuove normative europee. Acqua potabile, gas
CW724R (CuZn21Si3P) LEAD-FREE Cu 75-77%, Zn 22-25%, Pb ≤0,1% Lega low‑lead al Si‑P: DZR, alta resistenza meccanica e buona lavorabilità. Idonea per acqua potabile secondo nuove normative europee. Articoli idrosanitari
CW727R (CuZn35Sn1P) LEAD-FREE Cu 63,5-65%, Zn 34-36%, ≤0,1% Lega Sn‑P low‑lead: DZR dopo trattamento. Lavorabilità più complessa, buona forgiabilità. Idonea per acqua potabile secondo nuove normative europee. Raccordi e componenti idrosanitari

Le fasi del processo produttivo

01

Taglio della barra

Sezionatura in billette con peso calibrato in funzione del pezzo finito.

02

Riscaldo

Temperatura di forgiabilità 650–750 °C in forni a induzione o a gas.

03

Stampaggio

Pressatura fino al riempimento completo della cavità stampo.

04

Sbavatura

Rimozione bava perimetrale tramite pressa sbavante o stampo dedicato.

05

Calibrazione

Coniatura a freddo per quote critiche con tolleranze strette (dove richiesta).

06

Lavorazioni CNC

Tornitura, foratura, filettatura per completare la geometria funzionale.

Stampaggio a caldo vs pressofusione

Per componenti sottoposti a pressione come raccordi, corpi valvola, componenti gas, la scelta del processo influisce direttamente su tenuta e affidabilità nel tempo.

Stampaggio a caldo
  • Proprietà meccaniche elevate grazie alla deformazione plastica controllata.
  • Struttura più compatta, con assenza quasi totale di soffiature e porosità.
  • Ottima idoneità per pezzi pressurizzati (valvole, raccordi).
  • Buona ripetibilità dimensionale con tolleranze strette.
  • Maggiore resistenza a fatica e urti rispetto ai getti.
Fusione
  • Proprietà meccaniche inferiori rispetto allo stampato (microstruttura meno compatta).
  • Rischio di porosità, soffiature, segregazioni tipiche dei getti.
  • Maggior variabilità dimensionale rispetto alla forgiatura.
  • Spesso richiede più lavorazioni meccaniche per tolleranze precise.
  • Non sempre idoneo per applicazioni ad alta pressione senza trattamenti specifici.

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